Poglia.L'isola del morti.Qualcuno è rimasto...

Poglia: l’isola dei morti è un’inchiesta narrativa inquietante e documentata su uno dei luoghi più oscuri e rimossi della laguna di Venezia. Un’isola reale, vicinissima alla città, eppure evitata da secoli. Non perché abbandonata, ma perché carica di ciò che non è mai stato davvero chiuso.

Il libro ricostruisce la storia di Poglia partendo dai fatti verificabili: l’uso dell’isola come luogo di isolamento durante le grandi epidemie di peste, le fosse comuni, i roghi sanitari, la trasformazione del terreno stesso in un archivio di corpi e cenere. Qui i morti non venivano contati uno per uno. A un certo punto, si è semplicemente smesso di seppellirli.

Nel Novecento, Poglia cambia funzione ma non natura. Sull’isola apre un ospedale psichiatrico, attivo per decenni, dove il confine tra cura e contenimento diventa sempre più sottile. Cartelle cliniche che si interrompono senza spiegazioni, reparti secondari mai mappati, stanze che non compaiono in nessuna pianta ufficiale. Il libro segue queste anomalie una dopo l’altra, mostrando come il silenzio istituzionale sia spesso più inquietante di qualsiasi leggenda.

Uno dei capitoli più disturbanti affronta il ritrovamento di teste umane in cera, conservate con metodo e senza catalogazione ufficiale. Non oggetti folkloristici, ma strumenti. Volti reali, fissati nel tempo, che aprono interrogativi profondi sulle pratiche mediche, sulla fisiognomica e su ciò che avveniva lontano dagli sguardi pubblici. Il testo non fornisce risposte comode, ma mette il lettore davanti a una sequenza di fatti, testimonianze e omissioni che si incastrano fin troppo bene.

Poglia: l’isola dei morti non è un libro di fantasmi nel senso classico. È un’indagine su ciò che resta quando un luogo viene usato per contenere l’indicibile e poi lasciato intatto, senza processi, senza spiegazioni, senza una vera chiusura. L’isola diventa così una presenza, non per ciò che appare, ma per ciò che è stato accumulato e mai risolto.

👉 Questo libro è pensato per chi ama misteri reali, luoghi proibiti, storia oscura, ospedali abbandonati e verità scomode. Non promette rassicurazione, ma offre qualcosa di più potente: la sensazione che certi posti non siano evitati per superstizione, ma per memoria.

E quando una storia reale continua a essere evitata per secoli, forse il vero mistero non è cosa c’è lì…
ma perché nessuno ha mai voluto raccontarlo fino in fondo.